Da qui a Natale

Porto Santo Stefano (GR)

Da qui a Natale prometto di applicarmi in un obiettivo. Manca un mese e diciannove giorni, posso resistere. Prometto di tornare a credere in una migliore versione di me, in un’immagine pubblica più curata e più coerente. Mi taglierò i capelli più spesso. Comprerò qualche nuovo maglioncino. Comprerò un nuovo giacchetto sportivo. Mi sforzerò di mettere i softbox prima dei video.

E cercherò di perdere due o tre chili perché sono uno sportivo, diamine, corro tutti i giorni, mi alzo alle 5:30, ho un podcast sulla corsa con il marchio registrato (!). Nell’ultimo periodo ho assecondato tutte le fette biscottate con la marmellata che la dopamina ha spinto nei miei pensieri (lo stesso con le mandorle, lo stesso con le noci). Sono uno sportivo e ho ripreso a fare gare. Brevi gare, ma sono da correre forte e io, ora, mi ci sento fuori contesto. Faticare non per la preparazione assente, non per i battiti alti, non per le scarpe sbagliate, non per l’età che comunque va dove deve arrivare ma per i chili di troppo, per il sentirmi gonfio e goffo, una rolling stone tanto rolling e poco stone. Ora, visto che questa mattina mi sono trovato a correre in discesa abbastanza forte, e visto che mi è piaciuto e mi son detto «cavolo, è così che deve essere, è così che devi stare, spingere e sentirti bene, correre per scappare e non farti prendere, non devi trascinare tutta questa pancia e tutti questi muscoli, inutili, neanche uno passato alla palestra perché altro non si può più fare. E poi, che cristo, che è sta sciatteria?»; visto questo, dicevo, prometto di:

  • Non toccare più dolci.
  • Prendere solo zuccheri dalla frutta.
  • Limitarmi alle 6+6 mandorle degli spuntini.
  • Non affogare la noia nello yogurt surgelato.
  • Integrare ferro, curcuma, spirulina, B12.

Posso farlo, da qui a Natale. Ci sono i testimoni adesso. E ho già iniziato, no?

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La fase due